La tecnica e i materiali
Lo studio d’iconografia “Scriptorium Coeli”, di Massimo Bettio, realizza riproduzioni di icone sacre della tradizione italica, greca e russa, crocifissi, pale d’altare ed opere moderne ispirate all’arte iconografica medioevale. I dipinti sono interamente eseguiti a mano, su tavola, seguendo antichi procedimenti pittorici.
Si realizzano inoltre, su tavola o pannello, dipinti simili agli affreschi, eseguiti a secco, su fondi che richiamano l’aspetto dell’intonaco murario, con l’utilizzo di materiali e tecniche iconografiche.
La tavola
I dipinti sono realizzati su tavole di legno massello, opportunamente assemblate. Il supporto ligneo viene poi incavato sulla parte frontale per ricavare la “culla”, sulla cui superficie verrà eseguito il dipinto, ottenendo contemporaneamente un bordo rialzato, avente funzione di cornice. Il retro viene rinforzato mediante traverse di legno, inserite orizzontalmente in appositi scavi a “coda di rondine”, al fine di contrastare eventuali movimenti di curvatura della tavola.
L’imprimitura
Sulla tavola viene poi incollata, mediante colle animali, una tela di cotone o di lino, sulla quale si stendono almeno dieci mani di una miscela composta da gessi finissimi e colla animale. Sull’imprimitura, accuratamente levigata, viene poi eseguito il disegno.
I colori
La tecnica pittorica usata è la tempera al tuorlo d’uovo. Secondo questo antico procedimento pittorico, i pigmenti colorati, rigorosamente naturali, di origine minerale e vegetale, vengono utilizzati dopo essere stati stemperati in un’emulsione di tuorlo d’uovo e vino o aceto ed acqua. Tale tecnica conferisce ai colori resistenza e profondità lungo i secoli.
Le fasi della pittura
I procedimenti pittorici iconografici, pur variando secondo diverse scuole, in epoche e aree culturali differenti, si caratterizzano per essere al servizio di un’arte teologicamente fondata sulla luce, piuttosto che sulle ombre e sull’utilizzo di rapporti chiaroscurali finalizzati a creare un illusione naturalistica. Ciò comporta sostanzialmente che si inizi da fondi scuri, per giungere, mediante successive sovrapposizioni di strati pittorici sempre più chiari, più o meno trasparenti e fusi armonicamente fra loro, alle luci finali.
La doratura
Le dorature sono eseguite a foglia d’oro zecchino, applicata a missione o a bolo. La doratura può essere decorata mediante incisioni o punzonature.
La verniciatura
La verniciatura finale dei dipinti va eseguita dopo almeno un mese dal termine del procedimento pittorico, per consentire alle sostanze oleose, presenti nel tuorlo d’uovo, di seccare sufficientemente. La vernice tradizionalmente usata è l’olifa, a base di olio di lino cotto e siccativi. E’ possibile utilizzare anche vernici moderne, impiegate nel campo del restauro pittorico.